INFORMAZIONE DI SISTEMA

Ricordo a tutti i visitatori del blog che vorrebbero rispondere agli argomenti senza compromettere la propria privaci, che l’inserimento della email nella risposta non è obbligatoria.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

TUTTI I DISTURBI ALIMENTARI CHE NON CONOSCI

Quanti disturbi alimentari conoscete al di là di anoressia e bulimia? Come confermato da Msnbc i due problemi più conosciuti non sono altro che la punta dell’iceberg di una serie di disturbi che affliggono la popolazione mondiale.

I DISTURBI NON SPECIFICATI - Nei primi anni ’90 l’associazione psichiatrica americana aveva introdotto una nuova categoria diagnostica, la EDNOS, che in inglese sta per “disordini alimentari non specificati”, ovvero una categoria applicata ai pazienti i cui disturbi non sono direttamente ascrivibili ad anoressia o bulimia ma le cui conseguenze sono devastanti per corpo e psiche. A oggi le patologie comprese nella sigla EDNOS hanno superato anoressia e bulimia.

VOGLIO MANGIARE COSE PURE - Iniziamo parlando dell’Ortoressia, ovvero un’attenzione morbosa al cibo. In genere chi ne è affetto elimina categoricamente alcune tipologie alimentari scegliendo esclusivamente cibi organici e qualitativamente “puri”. A differenza di coloro che sono affetti da anoressia, tutti quelli affetti da ortoressia non puntano alla magrezza, bensì cercano di evitare in ogni modo o maniera qualsiasi possibilità di ammalarsi a causa degli alimenti. Scremando il cibo cercano di garantirsi la salute imperitura. Peccato che tale disturbo porti alla malnutrizione.

INCINTA MA MAGRA? NON SI PUO’ - A seguire abbiamo la Pregorexia, ovvero quel disturbo che affligge le donne incinta che non vogliono guadagnare il peso, compreso tra 11 e 15 chili, raccomandato dai medici durante la gravidanza. “Questo rifiuto è dovuto alla pressione sociale che chiede alle donne di rimanere il più possibile snelle anche durante la gravidanza”, ha spiegato il dottor Sari Shepphird, che ha aggiunto: “questo disturbo porta con sé gravissime complicanze, dal rischio di depressione, anemia e ipertensione per le mamme fino a probabili malformazioni del nascituro”.

MANGIATE COMPULSIVE - Non possiamo dimenticare il disturbo identificato dal nome “Binge eating”, ovvero il mangiae compulsivo dovuto a stress e pensieri negativi. Queste persone mangiano una grande quantità di cibo finché non si sentono pieni come delle uova giusto per riempirsi di qualcosa e placare la loro ansia. Addirittura molti di loro consumano i loro pasti di nascosto, ma a differenza dei bulimici non vomitano quanto ingerito.

GINNASTICA CONTINUA - Di contrasto esiste anche l’anoressia atletica, ovvero quel disturbo riservato a tutti coloro impegnati in esercizi fisici compulsivi alla ricerca di un buon tono muscolare e di una buona salute. Con questo atteggiamento si arriva alla situazione grave per cui la palestra o l’allenamento interferiscono sia con il lavoro sia con la vita sociale dell’individuo. “Queste persone, spiega Shepphird, se non riescono per un motivo o per un altro a compiere i loro esercizi cominciano a provare un senso d’ansia diffuso. Questo disturbo porta a problemi cardiaci e depressione”.

NON MANGIARE E UBRIACARSI - Per finire va segnalata la Drunkorexia, un disturbo che porta chi ne è affetto a limitare l’apporto calorico dei cibi così da lasciare “spazio” per una bevuta. Secondo uno studio condotto dall’Università del Missouri, il 30 per cento delle studentesse dei college americani sarebbero affette da tale disturbo limitando l’apporto calorico per limitare il peso o ubriacarsi più in fretta. Peccato che a soffrirne siano cuore e fegato.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

DOMENICA IN “COSI’ E’ LA VITA”

Ospite il 27.11.2011 a Domenica in a “Così è la vita”, condotto da Lorella Cuccarini, dove si parlava di anoressia e bulimia.

Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

BULIMIA SESSUALE

Le conseguenze della bulimia sessuale sono fisiche e psicologiche.

Quelle fisiche sono:

  1. gravidanze indesiderate;
  2. la possibilità di contrarre malattie a trasmissione sessuale;
  3. lo sviluppo di altri coportamenti autolesionistici (quale tagliarsi).

Quelle psicologiche sono:

  1. calo dell'autostima;
  2. stato depressivo post rapporto sessuale;
  3. maggiore incapacità ad entrare in una relazione anche affettivamente:

Ricercare rapporti sessuali occasionali porta a una valutazione completamente sbagliata del proprio io: nessuna bellezza fuori forse, ma nemmeno dentro. Queste ragazze e donne diventano brutte dentro, agli occhi di se stesse. Non riescono a fidarsi del proprio io, non vogliono credere di poter essere “brave” anche affettivamente e non solo a letto. E come in una risposta ossessivo-compulsiva (spesso è associata al doc disturbo ossessivo-compulsivo) o come in un circolo vizioso, se preferite, si buttano sempre più nelle relazioni senza controllo, senza dignità, senza orgoglio, ma sopratutto senza anima. 

Bisogna chiedersi cosa spinge una ragazza o una donna intelligente a non capire dove sta il confine tra l' appagamento sano e anche occasionale di istinti fisici e affettivi, e il buttarsi via come essere umano. Sicuramente al fondo c'è un dolore profondo che và individuato, che và compreso, ma sopratutto rispettato. Rispettando il proprio dolore, ci si rispetta anche come persona.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

LA MANIA PER IL CULTURISMO PUO' CELARE L'ANORESSIA INVERSA

E’ stata definita “anoressia inversa” per via dell’analogo e contrario meccanismo con cui si manifesta rispetto a quella “classica”. Anch’essa catalogata tra i disturbi del comportamento alimentare, si manifesta principalmente nei maschi invece che nelle femmine, consiste nell’ossessione di vedersi troppo gracili invece che troppo grassi, ma come per l’anoressia “classica” ha dei risvolti psicologici, che spesso affondano le radici nella propria infanzia. Ad essere oggetto di sfogo del disagio sono gli attrezzi della palestra invece che il cibo. L’anoressia inversa colpisce di solito giovani uomini patiti della palestra e che, nonostante siano già diventati muscolosi si sottopongono ad estenuanti e pesanti allenamenti in palestra, a diete ferree e iperproteiche e nei casi più gravi all’assunzione di sostanze dopanti come gli steroidi anabolizzanti, allo scopo di accrescere la  massa muscolare e assottigliare il più possibile il grasso sotto la pelle. Mentre l’anoressia classica” colpisce il 10% delle giovani (ma si manifesta anche in donne adulte e giovanissime) e solo l’1% dei casi è maschile, per l’“anoressia inversa”, a fronte di studi ancora nella fase iniziale e ristretti agli Stati Uniti, si calcola che l’1% di coloro che praticano bodybuilding siano colpiti dalla sindrome. L’anoressia inversa pare essere legata in maniera più stretta alla moda delle palestre, e quindi si tratta di un fenomeno noto agli studiosi solo nell’ultimo decennio. Chi è colpito da questa particolare sindrome maschile, come per l’anoressia “classica”, non si rende conto di aver raggiunto uno stato patologico, salvo nel momento in cui cominciano i primi guai alla salute che fanno acquisire consapevolezza dello stato in cui il paziente (che finora non si era ritenuto tale) si trova. La persona colpita si ritiene gracile, pur avendo una montagna di muscoli, ed arriva ad isolarsi e rifiutare la vita sociale per il timore di non essere abbastanza muscoloso. Il primo studioso a descrivere la malattia è stato lo statunitense Harrison Hope, il quale spiega che, in alcuni casi la persona colpita ricorre a metodi compensatori per perdere grasso e potenziare i muscoli e in alcuni casi arriva a fare uso di steroidi. Nel frattempo evita tutte le occasioni sociali e rifiuta persino di mettersi il costume da bagno ma non può fare a meno della palestra.
 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

GRAZIE ALESSIA

Ho ritenuto giusto postare questa bellissima testimonianza, affinchè tutti la possiate leggere, lasciata da Alessia qui sul blog e indirizzata a tutti i ragazzi e le ragazze che ancora oggi soffrono di questo brutto male !!! Grazie di cuore Alessia..
                                                                                               
A volte ci si sente come un piccolo e leggero sassolino…si ha voglia di saltare, ballare, urlare, non ci si ferma un attimo… un esplosione di gioia… e questo solo quando dentro di noi regna il vuoto…
a volte ci si sente come un enorme masso… gigante, pieno… malformato, non si ha neanche la voglia di rotolare, ma si rimane immobili… aspettando qualche giorno per ricomiciare a vivere…
Sono 7 anni che convivo con queste cose… anoressia, bulimia… bulimia, anoressia… e intanto gli anni passano, volano… si diventa grandi… si abbandonano gli studi e non ci si ricorda in quei tempi… si vive pensando 24 ore su 24 al cibo… ad un mostro, ad una droga… ascoltando una vocina che entra nel nostro cervello… lo fa suo, se ne impossessa e non ci lascia piu…
e intanto il tempo va… e con lui se ne vanno gli amici, le amiche, gli amori… i sorrisi… se ne va la vita…
non arrendetevi ragazze mie…
non buttate gli anni piu belli come ho fatto io…
alzatevi ogni mattina, guardatevi allo specchio, fatevi un sorriso, datevi il buon giorno… amatevi… amatevi… amatevi con tutte voi stesse…
Anni fa provai  a contattare l’ABA ma come tutte le buone struttute i costi erano troppo elevati… non danno molte possibilità… poi sono stata in una clinica… ce ne sono parecchie in italia, firenze, pisa, vicino roma… informatevi…
tanti baci a tutte voi e vivete…
Alessia
Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

DISTURBI ALIMENTARI

I disturbi alimentari sono un modo per comunicare sofferenze e paure. Perdite affettive importanti, abbandoni, abusi e traumi infantili: il cibo diventa l’anestetico che permette di non sentire la sofferenza, un’auto-cura per non pensare. In questo modo, però, il dolore permane e la vita non viene vissuta.

In Italia più di 3 milioni di persone ne soffrono, anche se il numero è in costante aumento. Nell’ 85% dei casi si tratta di donne adulte, adolescenti e bambine. Negli ultimi anni il fenomeno riguarda anche gli uomini.

Questi disturbi non devono essere scambiati per malattie dell’appetito. Sono, infatti, disagi psicologici profondi. Attraverso il rapporto con il cibo – negato, cercato e rifiutato, o ingerito in quantità smodata – esprimono in modi diversi uno stesso bisogno: una disperata fame d’amore.

“L’anoressia e la bulimia sono il sintomo tangibile di un dolore che non si vede, di un disagio psicologico lungamente incubato, segno di una crepa nella memoria o nella vita famigliare. La persona anoressica e la persona bulimica sono come il gatto dei cartoni animati che inseguito dal grosso cane del quartiere si arrampica velocemente in cima a un albero, per cercare il rifugio e la protezione che non saprebbe trovare altrove. Da lassù guarda con sufficienza e sollievo ciò che dal basso lo minaccia. Da lassù è sicuro di avere un controllo totale, a trecentossanta gradi, del mondo sottostante. In più, se scendesse dovrebbe anche fare i conti con ciò da cui si era messo al riparo”
(Fabiola De Clercq -1998- Fame d’Amore, Rizzoli).

 

Pubblicato in Senza categoria | 1 commento

ANORESSIA

Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare e controllare la propria immagine. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra.

Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita.

Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere.

L’anoressia può portare danni molto gravi alla salute come insufficienza renale, alterazioni cardiovascolari, perdita dei capelli e dei denti. Spesso si verifica il blocco del ciclo mestruale che, se permane a lungo, può causare l’osteoporosi.

Spesso anoressia e bulimia si alternano ciclicamente: la persona anoressica, che non riesce più a controllare la fame, cede all’istinto e si punisce con il vomito autoindotto.

“L’anoressia è la punta dell’iceberg, il sintomo di una sofferenza che ha cause psicologiche. Per questa ragione non può essere aggredito: è necessario invece cercare le cause senza tuttavia perdere di vista la gravità dei risvolti che possono mettere a rischio la vita. Il sintomo non viene soppresso ma si diluisce fino a scomparire solo quando la persona non sente più la necessità di adottare i comportamenti che ha dovuto cercare e usare come soluzione, quando riesce a esprimere e vivere i suoi sentimenti, quando a dispetto delle difficoltà trova dentro di sé gli strumenti per far fronte alla vita e alla sofferenza che ne è parte”
(Fabiola De Clercq -1995-, Donne invisibili, Bompiani).

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

BULIMIA

Nella bulimia si instaura una dipendenza dal cibo come quella dalla droga e dall’alcool. La sensazione soggettiva è quella di “un pozzo buio e profondo da riempire”: si tratta di un vuoto soggettivo incolmabile, disperato, che si cerca di riempire attraverso l’assunzione di quantità eccessive di cibo. La vita si svolge mangiando, in una sensazione di totale perdita di controllo, e vomitando incessantemente. Il senso di colpa è devastante e lascia la persona in un circolo vizioso senza fine.

Oltre alle abbuffate e al vomito, alcuni dei sintomi attraverso i quali si declina la bulimia sono condotte compensatorie come l’eccessivo esercizio fisico e l’abuso di lassativi e diuretici.

La bulimia, nonostante spesso rappresenti l’altro lato della medaglia delle persone anoressiche che non riescono più a controllare la fame, lascia sul corpo segni meno evidenti: per questo è più difficile da riconoscere rispetto all’anoressia.

Le conseguenze sono comunque devastanti sulla salute di chi ne soffre: il vomito autoindotto causa problemi gastrici, erosione dello smalto dentale, disidratazione, ipotalassemia e disfunzioni cardiache.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

ANORESSIA MASCHILE, QUESTA SCONOSCIUTA! DATI ALLARMANTI DELL’ABA

Anoressia maschile. Finora si pensava fosse un problema esclusivamente del gentil sesso, ma l’ Aba, l’Associazione per la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disturbi alimentari, rivela dati quasi allarmanti su una realtà finora ignorata. Sono 670 mila, in Italia, gli uomini che ne soffrono, sui 3 milioni complessivi di malati (quasi l’80% sono ancora donne). E il numero si è triplicato dall’inizio del 2000, «È un fenomeno in crescita esponenziale – denuncia Fabiola De Clercq, fondatrice e presidente di Aba – Adesso non si possono più chiudere gli occhi».

I più colpiti sono i maschi tra i 19 e i 40 anni (pari al 55,5% dei casi). Il 7% dei malati ha meno di 12 anni, il 21% tra i 12 e i 18, il 16,5% è over 40. Il reddito è quello tipico della middle class per il 56,2% (per il 28,5% è alto, solo per il 15,3% basso).

Il tipico uomo anoressico è un soggetto depresso, ipersensibile, con forti sensi di colpa e scarsa autostima. Anche se non potremmo parlare propriamente di ”uomo” se per uomo s’intende un soggetto maschile in età adulta. La comparsa dei disturbi alimentari, infatti, avviene sempre prima e ci sono casi di bambini che si ammalano già alle elementari.

L’ambiente familiare o un particolare vissuto traumatico, lutti, perdite affettive, maltrattamenti o abusi sessuali, hanno un ruolo centrale nello sviluppo della malattia. Un padre poco presente e una madre dominante e iperprotettiva sono quasi una costante nella vita degli anoressici. La figura paterna, in particolare, è spesso caratterizzata da atteggiamenti culturali di mascolinità molto stereotipata. Figure genitoriali femminili troppo possessive comportano per l’uomo un tentativo di replicare il modello autoritario-possessivo con le proprie compagne oppure, per sfuggire a questa modalità di rapporto uomo-donna, incentrato sul “potere”, una labilizzazione dell’identità di genere.

L’ insorgere della malattia è legato però, e non dimentichiamolo, a fattori socio-culturali e di mercato. L’aumento dei casi di anoressia maschile vanno di pari passo con la moltiplicazione delle riviste per uomini, che valorizzano la prestanza fisica. La pubblicità non è più quella forma di sponsor per il nuovo profumo Hugo Boss ad esempio, dove il protagonista di certo non presenta le tipiche “anomalie” delle maniglie dell’amore. Diventa così quasi una ”trappola”, quando ci si trova di fronte a questi giovani busti che si alzano imponenti come i Bronzi di Riace.

E così non è più solo la donna ad avere problemi con lo specchio, con il proprio fisico. Non è più soltanto la donna a volersi o quasi a sentirsi “costretta” ad allinearsi ai nuovi standard. Non è più solo la donna a ricorrere a lifting, liposuzioni. Finanche cerette e trucchi un tempo appannaggio del genere femminile sono divenuti un appuntamento irrinunciabile per gli uomini. E tutto a vantaggio dei centri sportivi, estetici, di dimagrimento, e di bellezza.

Anoressia maschile, femminile, disturbi dell’alimentazione, colpa di una società che impone un solo imperativo: “Piacere per piacersi”. Un falso imperativo, stravolto perchè parte dall’assunto che per piacersi bisogna piacere! Una società in cui l’ interiorità, lo spirito di autenticità ed unicità, fanno le valige e partono per un lungo viaggio. E fra un pò di anni sulle strade anzichè gente e sagome multiforme, vedremo camminare solo cloni di Barbie e Ken.

Pubblicato in Senza categoria | 12 commenti